L'un des plus grands penseurs

de tous temps:

 

 

 

 

 

René Descartes

 

 

 

 

C O G I T O

 

 

E R G O   S U M

 

 

 

 

Uno dei più grandi pensatori

di tutti i tempi:

 

Ritratto del 1649 di René Descartes (1596-1650) 

del pittore olandese Frans Hals del 1649. 

Fonte iconografica: Wikipedia: Cartesio.

 

 

 

 

 

 

Storia della filosofia moderna:

                    Paul Ricouer racconta Cartesio

 

Cartesius,

regia di Roberto Rossellini

 

 

 

 

 

 

Cartesio: introduzione e "Discorso sul metodo"

 

Confronto tra Pascal e Cartesio

 

Cartesio

 

Descartes : Abrégé des six méditations métaphysiques

 

Descartes et le plan cartésien

 

Descartes: peut-on prouver l'existence de Dieu?

Intestazione del "Le Monde" nell'edizione parigina del 1664.

Fonte: "Gallica", www.bnf.fr, la Bibliothèque numérique della

Bibliothèque nationale de France, con sede a Parigi.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

 

William R. Shea:  "Cartesio. La magia dei numeri e del moto. René Descartes e la scienza del Seicento", Bollati Boringhieri, Torino, 2014.

 

L'immagine tradizionale di Cartesio ci rimanda al filosofo razionalista chiuso nel suo studio che credeva che la propria metafisica contenesse tutti i principi della fisica e che la fisica non fosse altro che geometria. Questo luogo comune non rende giustizia a una delle maggiori figure della rivoluzione scientifica seicentesca e dà un'idea riduttiva di come la filosofia e la scienza di un'epoca si incontrino nel suo pensiero. Cartesio fu in realtà un uomo di genio che visse in un'epoca in cui un filosofo era in grado di comprendere in sé tutta la conoscenza del suo tempo. Nel libro di Shea lo seguiamo dalla prima formazione, presso i gesuiti del collegio di La Fléche, fino al viaggio in Olanda, dove conobbe quell'Isaac Beechman che suscitò il suo interesse per la matematica, la musica, la caduta dei gravi e i problemi dell'idrostatica. Da qui prende avvio una straordinaria carriera scientifica: dalla scoperta di un mezzo matematico per il calcolo di curve di complessità crescente, fino alle ricerche sul metodo e sulla metafisica come fondamento razionale della fisica.

 

 

 

René Descartes:  "Discorso del Metodo", a cura di G. Gori, traduzione di M. Barsi e A. Preda, RCS Libri, Milano, 2012.

 

Nel Discorso sul metodo (1637) Cartesio grazie al dubbio scopre, nel quarto capoverso, il "primo principio" fondamento di tutto il suo pensiero: "io penso, dunque sono" ("je pense, donc je suis") ossia nella formulazione latina più precisa: "Ego cogito, ergo sum, sive existo", "Io penso, dunque sono, ossia esisto".

Questo primo principio è indubitabilmente vero: se, infatti, noi ne dubitassimo non faremmo altro che pensare poiché il dubbio "è un caso particolare del pensiero" che riconferma il "cogito ergo sum" (se dubito, penso e se penso, sono, esisto). Ma se penso, questo pensiero deve pur far capo a qualcosa cioè a me stesso: se penso, devo pur essere qualcosa. Un'affermazione questa così evidente che nessuno scetticismo e neppure un ipotetico "genio maligno" può scalfire: "Non v’è dunque dubbio che io esisto, s’egli m’inganna; e m’inganni fin che vorrà, egli non saprà mai fare che io non sia nulla, fino a che penserò di essere qualche cosa."  Fonte: Wikipedia: Meditazioni metafisiche.

 

 

 

Descartes:  "Meditazioni metafisiche", traduzione e introduzione di Sergio Landucci, Laterza, Roma-Bari, 2018.

 

Le Meditazioni metafisiche (sottotitolo: Nelle quali sono dimostrate l'esistenza di Dio e la distinzione reale tra l'anima e il corpo dell'uomo), scritte da René Descartes (1596-1650) e pubblicate per la prima volta in latino col titolo Meditationes de prima philosophia nel 1641, espandono il sistema filosofico cartesiano, ampliando la prima formulazione che ne era stata fatta nel Discorso sul metodo (1637). Nel 1647 Louis Charles d'Albert de Luynes pubblicò una traduzione francese, riveduta da Descartes, col titolo Méditations métaphysiques. Fonte: Wikipedia: Meditazioni metafisiche.

 

 

 

Charles Adam & Paul Tannery:  "Oeuvres de Descartes: Le Monde, Description du Corps Humain, Passions de l'Ame, Anatomica, Varia", Ministère de l'Instruction Publique, Léopold Cerf Imprimeur Editeur, à Paris, 1909.

 

 

 

René Descartes:  "Le Monde de Monsieur Descartes ou Le Traité de la Lumière et des autres principaux objets des Sens", à Paris, chez Théodore Girard, 1664 - Gallica, bnf.fr, Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

 

 

 

René Descartes:  "l'Homme de René Descartes, et la formation du foetus", à Paris, chez Théodore Girard, 1677 - Gallica, bnf.fr, Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

 

 

 

René Descartes: "Lettres de M. Descartes qui traitent de plusieurs belles questions concernant la Morale, la Physique, la Medicine, & et les Mathematiques", à Paris, par la Compagnie des Livres, 1724 - Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

 

 

 

René Descartes: "Traité de la Mechanique", à Paris, chez Charles Angot, 1668 - Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

 

 

 

Cartesio:  "Breviario di musica", a cura di Luisa Zanoncelli, Passigli Editori, Firenze, 1990.

 

Il "Breviario di musica" di Cartesio occupa una posizione importante sia nella storia della musica, in quanto anche storia delle teorie musicali, sia in quella della filosofia, se si pensa che nei suoi ultimi scritti il filosofo francese rinviava a questo suo trattato per questioni che riteneva tanto fondamentali da essere ivi state una volta per tutte poste e risolte. Alla luce della convinzione di Tennery circa l'influenza della musica sullo sviluppo delle matematiche, o della concezione di Speiser, che vede la musica nell'ottica del pensiero matematico, il Breviario si presta inoltre a una lettura gradevole anche per i cultori di storia della matematica. Ci troviamo infatti in presenza di una determinazione dei fondamenti fatta secondo un rigoroso principio di economia, una specie di "rasoio di Occam" di cui la trattativa musicale aveva tanto bisogno, un secolo circa dopo Zarlino. Questi molteplici aspetti sono affrontati preliminarmente nell'introduzione di Luisa Zanoncelli, che chiarisce il valore dell'opera, mettendo in luce come certe linee fondamentali del pensiero cartesiano già qui assumano un senso programmatico, e come la musica sia stata il più adatto terreno d'indagine alla ricerca del 'metodo'.

 

 

 

Renato Cartesio:  "Regole per la guida dell'intelligenza. La ricerca della verità mediante il lume naturale. Discorso sul metodo", a cura di G. Galli e A. Carlini, Gius. Laterza & Figli, Bari, 1954.

 

 

 

Descartes:  "Etude du bon sens. La recherche de la vérité. Et autres écrits de jeunesse (1616-1631)", Vincent Carraud, Collection Épimethée, Puf-Presses universitaires de France, Paris, 2013.

 

Quand et pourquoi Descartes est-il devenu philosophe? C’est à cette double question que le présent ouvrage entend fournir les éléments d’une réponse, en éditant des textes de Descartes qui ne nous sont parvenus qu’épars, via Baillet, Poisson, Leibniz et d’autres, mais qui témoignent tous de ses premiers projets et de ses premières entreprises philosophiques.

Ces fragments d’une pensée qui se cherche encore n’en présentent pas moins une cohérence suffisante pour que s’imposent, à partir d’une décision inaugurale, les moments principaux d’une évolution. La présente édition livre ainsi au public des textes qu’elle rassemble pour la première fois et qu’elle prétend ordonner chronologiquement, de 1616 (Placard de licence en droit) à 1631 (La recherche de la vérité par la lumière naturelle).

Ainsi se dessine la figure inédite d’un Descartes commençant à philosopher deux décennies avant le Discours de la méthode. Textes français, latin et néerlandais réédités, traduits, introduits et commentés.

Vincent Carraud est professeur à l’université de Paris-Sorbonne, dont il a dirigé le "Centre d’Études Cartésiennes". Il a reçu en 2010 le grand prix de philosophie de l’Académie française. Il est l’auteur de plusieurs ouvrages, dont Pascal et la philosophie (Puf, 1992), Causa sive ratio (Puf, 2002) et L’invention du moi (Puf, 2010).

 

 

 

Renato Cartesio:  "Le Passioni dell'Anima", introduzione e versione di Adolfo Zamboni, Casa Editrice Rocco Carabba, Lanciano, 2011.

 

Il trattato Le passioni dell'anima è l'ultima opera che sia stata pubblicata durante la vita di Cartesio (1596-1650); quando la stampa fu ultimata (1649), il Filosofo si trovava già in Svezia, e ricevette alcune copie del suo lavoro qualche tempo avanti la morte.

 

 

René Descartes:  "Opere: 1637-1649", a cura di Giulia Belgioioso, con testo francese e latino a fronte; Collana Il Pensiero Occidentale, Bompiani, Bologna, 2012.

Si presenta qui, corredata dei testi a fronte nelle lingue delle prime edizioni, la prima traduzione integrale al mondo delle opere che René Descartes ha dato alle stampe dal 1637 al 1649.

Edizione di riferimento è stata quella nazionale delle Œuvres de Descartes di Charles Adam e Paul Tannery integrata dalle più recenti edizioni. L’insieme di questi scritti, tutti programmati dallo stesso Descartes, presenta la filosofia cartesiana in tutta la sua considerevole pregnanza: mostra, infatti, quanto ampio sia stato l’arco degli interessi del filosofo, che spaziava dalle questioni di metodo, a quelle di matematica, musica, fisica, metafisica, morale, fisiologia, anatomia, medicina; dalla vivisezione alla costruzione di macchine per tagliare le lenti; dava visibilità ai diversi generi letterari che il filosofo coltivava, alle lingue che usava, ai progetti che realizzava, ultimo dei quali è stato il manuale in cui il nuovo sapere veniva presentato all’interno di un’impalcatura che era quella dei vecchi manuali. L’opera di Descartes emerge qui come un’enciclopedia del nuovo sapere nel momento preciso in cui esso viene a definirsi nella sua piena autonomia rispetto alla tradizione.

 

 

 

 

René Descartes:  "Opere postume: 1650-2009", a cura di Giulia Belgioioso, con testo francese e latino a fronte; Collana Il Pensiero Occidentale, Bompiani, Bologna, 2014.

 

Si presenta qui, corredata dei testi a fronte, la traduzione integrale degli scritti di René Descartes dati alle stampe dal 1650, anno della sua morte, al 2009. Edizioni di riferimento per le traduzioni, oltre all'edizione nazionale delle Oeuvres de Descartes di Charles Adam e Paul Tannery, sono state le più recenti ed accreditate edizioni critiche. L'insieme di questi scritti, programmati spesso da corrispondenti o adepti alla nuova filosofia con l'intento di ampliare e diffondere la conoscenza del pensiero cartesiano, mostra quanto ampio sia stato l'arco degli interessi del filosofo, che spaziava dalle questioni di metodo a quelle di matematica, musica, fisica, metafisica, morale, fisiologia, anatomia, medicina, sino alla vivisezione. In taluni casi si trova in questi scritti postumi l'esposizione di teorie e dottrine poi riprese nelle opere pubblicate dal filosofo in vita, o sulle quali egli tornerà a riflettere in un secondo momento, mentre in altri si trovano teorie e dottrine che non hanno posto alcuno nelle opere edite da Descartes stesso: progetti messi in cantiere e mai realizzati. L'opera di Descartes emerge qui come un grandioso cantiere del nuovo sapere nel momento preciso in cui esso viene a definirsi nella sua piena autonomia rispetto alla tradizione.

 

 

 

Francesca Bonicalzi:  "Il costruttore di automi. Descartes e le ragioni dell'anima", Edizioni Universitarie Jaka Book, Milano, 1987.

 

Oggetto di meraviglia, suscitatore di illusioni, l'automa conosce una nuova stagione nel pensiero filosofico seicentesco allorché con Descartes assume un ruolo inedito: non più simulatore, produce invece comprensione della realtà. L'oggetto di decoro e di esibizione, il mito alchemico antropomorfico lasciano il posto ad un automa razionale che produce conoscenza secondo i moduli della ri-produzione della realtà che non esige più i termini della somiglianza. Rinunciando ad essere imitazione della natura, la tecnica produce automi perché poi la pratica scientifica possa spiegare la natura riscostruendola nel suo inestricabile gioco di effetti e immagini.

"Macchina da guerra filosofica", come lo definisce Canguilhem, l'automa, l'animale-macchina, è, nel pensiero cartesiano, anche la risposta apologetica a chi - come Montaigne - vorrebbe le bestie fornite di anima. L'automa, mentre produce comprensione, restituisce l'uomo a Dio come creatura privilegiata, in quanto l'unica ad avere l'anima [N.d.R., M.L.: un'anima sensitiva e razionale, e non solo un'anima sensitiva e basta come gli animali] e perciò carica di un destino di immortalità.

Nel libro compaiono i testi - taluni per la prima volta in lingua italiana - che permettono di ricostruire i termini del dibattito seicentesco che muove attorno all'automa, chiarendolo nella sua funzione di inaugurare un pensiero tecno-logico universale ed anche dichiarando la sua ragion d'essere nell'intento apologetico del primato dell'umano.

 

 

 

 

Francesca Bonicalzi:  "Passioni della scienza. Descartes e la nascita della psicologia", Edizioni Universitarie Jaka Book, Milano, 1991.

 

Passione sembra un termine per lo più desueto nel linguaggio contemporaneo, relegato nei confini del teatrale o del letterario, sostituito  da termini come emozione e sentimento che, con maggior discrezione, parlano del soggetto senza esporlo al rischio della sua disgregazione.

Che cosa ha reso, in qualche modo, indicibile il termine passione in quello spessore di esaltazione, ma al tempo stesso di minaccia per l'umano con cui lo pronuncia l'uomo greco?

In questo volume si sostiene che Descartes costituisce il nodo in cui l'indagine sulle passioni riorganizza l'etica così da riuscire nell'impresa di conosce e, insieme, di neutralizzare il funzionamento passionale del soggetto in un modo forse inedito per il sapere occidentale. Ma che ne è di Descartes, allorché la sua indagine abbandona il campo di una soggettività tutta riconducibile alla razionalità del cogito e si interroga sul soggetto in quanto emotività passionale?

Rileggere Le Passioni dell'anima di Descartes non significa oggi trattare un Descartes "minore", impegnato a completare la sua visione filosofica attraverso una teoria del comportamento; significa piuttosto cogliere all'opera, ancora una volta, la modernità di Descartes tutta tesa a rendere pensabile e parlabile un soggetto nuovo nel rapporto tra la scienza e l'anima. Collocare le passioni dell'anima sorprendentemente produce come effetto, nel testo cartesiano, la possibilità di un uomo "morale", oggetto di un sapere scientifico.

 

 

 

Francesca Bonicalzi:  "A tempo e luogo. L'infanzia e l'inconscio in Descartes", Jaka Book, Milano, 1999.

 

L'inconscio - che qui si cerca di mettere a fuoco sorprendendone la necessità metodologica in punti nodali del testo cartesiano - mette in campo la res extensa insieme alla res cogitans nel nesso che le collega e ha una sua visibilità nell'infanzia, tempo del sapere che organizza l'esperienza. Questo testo tematizza i due termini - infanzia e inconscio - e, ponendo il problema della loro relazione, evidenzia il ruolo di assoluta novità dell'idea di infanzia di Descartes: non più l'in-fans come mero fantasma di una conoscenza valida, ma piuttosto soggetto alla frontiera, quasi economico-strategica, a partire dalla quale si può pensare la produzione di un linguaggio e di un sapere davvero adulto e scientifico.

La questione, messa a punto da Francesca Bonicalzi interrogando il testo cartesiano, viene articolata misurando la distanza di Descartes non solo da Aristotele, ma anche da Galileo. Il rapporto tra costruzione scientifica del sapere e costruzione del linguaggio scientifico del corpo fa emergere in primo piano, secondo una prospettiva metodologica forse finora non adeguatamente chiarita, il rapporto tra l'ego e ciò che viene pensato come la realtà esterna.

 

 

 

 

AA. VV.:  "Il Seicento e Descartes. Dibattiti cartesiani", Atti del seminario Descartes et ses adversaires, svoltosi a Parigi il 12 e il 13 dicembre 2000. a cura di Antonella Del Prete, Centro Interdipartimentale di Studi su Descartes e il Seicento della Università degli Studi di Lecce, Le Monnier Università, Edumond Le Monnier Editore, Firenze, 2004.

 

Atti del seminario Descartes et ses adversaires, svoltosi a Parigi il 12 e il 13 dicembre 2000. Si elencano i temi trattati e gli studiosi intervenuti, anche di scuole interpretative diverse, provenienti dall'Italia, Francia, Stati Uniti e dal Canada:

Su "Le verità eterne":  Igor Agostini, Laurence Devillairs, Gregory M. Walski, Amy M. Schmitter.

Su "Descartes, i contemporanei e i suoi successori": Proposte e risposte":  Michaël Devaux, Justin E.H. Smith, Helen Hattab, Giovanna Paola Vergari, Douglas Jesseph, Frédéric Manzini, Francesco Marrone, Stefano Di Bella, Massimiliano Savini, Antonella Del Prete, Tad M. Schmaltz, Zbigniew Janowski.

Su i "Contemporanei e successori":  Vincent Aucante, Giuliano Gasparri, Martin Lin.

 

 

 

 

Giuliano Gasparri:  "Le grand paradoxe de M. Descartes. La teoria cartesiana delle verità eterne nell'Europa del XVII secolo", Università degli Studi di Roma "La Sapienza", Dipartimento di Ricerche Storico-Filosofiche e Pedagogiche, Leo S. Olschki Editore, 2007.

 

La storia della teoria di Descartes sulla dipendenza delle verità eterne dall'arbitrio di Dio, enunciata per la prima volta dal filosofo francese nelle lettere a Marin Mersenne del 1630, tocca temi filosofici che spaziano dallo statuto degli assiomi logico-matematici alle questioni teologiche legate al rapporto tra possibili e onnipotenza divina. Sono analizzate le opinioni della maggior parte degli autori che presero parte al dibattito seicentesco su questo problema, uno dei più complicati tra quelli che la teologia razionale ebbe ad affrontare.

 

 

 

 

Igor Agostini:  "L'infinità di Dio. Il dibattito da Suárez a Caterus", Centro Interdipartimentale di Studi su Descartes e il Seicento della Università degli Studi di Lecce, University Press- Editori Riuniti, Roma, 2008.

 

Nel 1641, il primo degli obiettori alle Meditationes di Descartes, Johannes Caterus, attaccava la seconda prova a posteriori dell'esistenza di Dio rilevando che essa prova l'esistenza di un ente a se senza riuscire a dimostrarne l'infinità. Così argomentando, Caterus chiedeva a Descartes ragioni assenti, a suo avviso, non solo nelle Meditationes, ma anche in Suárez e, piú in generale, nella tradizione culturale entro cui egli si era formato e che ancora dominava la cultura istituzionalizzata dell'epoca: la Scolastica moderna. In questo senso, con la sua operazione, il primo obiettore congiungeva due epoche, sancendo di fatto l'ingresso, nel testo inaugurale della filosofia moderna, le Meditationes, dei dibattiti teologici contemporanei sull'infinità di Dio.

Questo libro si propone di analizzare i momenti centrali di questo dibattito, che non è stato finora oggetto di una ricerca sistematica né da parte degli studiosi di Descartes, né da parte degli storici della Scolastica moderna, con lo scopo di gettare luce su alcune delle più importanti polemiche che, in quegli anni, agitavano la cultura scolastica e, in tal modo, contribuire alla ricostruzione del contesto storico-teologico e storico-filosofico nel quale nascevano le Meditationes.

 

 

 

 

Igor Agostini:  "L'idea di Dio in Descartes. Dalle Meditationes alle Responsiones", Centro Interdipartimentale di Studi su Descartes e il Seicento della Università del Salento, Le Monnier Università, Firenze - Mondadori Education, Milano, 2011.

 

Questo libro ha per oggetto la tesi dell'idea chiara e distinta di Dio nelle Meditationes de prima philosophia di René Descartes (1596-1650), pubblicate per la prima volta a Parigi nel 1641;  una tesi giudicata scandalosa sin dai lettori del manoscritto, ovvero dagli autori di quelle Objectiones che il filosofo aveva voluto, insieme alle relative Responsiones, parte integrante dell'opera. Ricostruire il percorso che conduce dalla prima formulazione della tesi, nelle Meditationes, alla sua difesa, nel ciclo delle Responsiones, è lo scopo che l'autore si è qui prefisso, giungendo alla constatazione, al di sotto della costante, spregiudicata, rivendicazione da parte di Descartes dell'accessibilità alla mente umana dell'esistenza di Dio, di una non completa sovrapponibilità - e, talvolta, coerenza - delle formulazioni della tesi stessa (e degli argomenti a sostegno) emergenti via via, sotto la pressione degli obiettori, lungo il dibattito. Pur nella loro unità editoriale e letteraria, le Meditationes si dipanano come una "histoire" dalle Meditationes, per l'appunto, alle Responsiones.

 

 

 

Jean-Luc Marion:  "Questioni cartesiane sull'io e su Dio", traduzione di Igor Agostini, Mondadori Education, Milano, 2010.

 

La trilogia che ricompone la metafisica di Descartes in una ontologia grigia, una teologia bianca ed un prisma metafisico si completa con una serie di singole questioni "cartesiane" di cui si offre al lettore, per la prima volta in traduzione italiana, il volume dedicato all'io e a Dio pubblicato a Parigi nel 1996 (Questions cartésiennes II. Sur l'ego et sur Dieu, PUF, Paris). Si tratta dei due primi principi della metafisica cartesiana, magistralmente affrontati dall'autore attraverso un articolato percorso le cui tappe sono altrettanti temi cruciali della filosofia di Descartes, al centro di pluridecennali dibattiti interpretativi sul piano tanto teoretico, quanto storico-filosofico, quanto, infine, filologico: fra di essi, il cogito, la verità, l'evidenza, la sostanza, la sui causa, le verità eterne, i nomi di Dio.

 

 

 

 

SUL CARTESIANISMO

 

 

Giuliano Gasparri:  "Il cartesianismo di René Fédé. Dalle Méditations métaphysiques (1683) alla Théologie métaphysique (1705)", Leo S. Olschki Editore, 2002.

 

 

 

Nicolas Malebranche:  "De la Recherche de la Verité, ou l'on traitte de la nature de l'Esprit de l'homme, & de l'usage qui l'en doit faire pour eviter l'erreur dans les Sciences", à Paris, chez andré Pralard, 1678 - Gallica, bnf.fr, Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

Nuova edizione in ristampa dei nostri giorni: Nicolas Malebranche: "De la Recherche de la verité, où l'on traite de la nature de l'esprit de l'homme (Edition 1727)", Hachette Livres-BnF, Parigi, 2018.

 

"Le présent ouvrage s'inscrit dans une politique de conservation patrimoniale des ouvrages de la littérature Française mise en place avec la BNF. HACHETTE LIVRE et la BNF proposent ainsi un catalogue de titres indisponibles, la BNF ayant numérisé ces oeuvres et HACHETTE LIVRE les imprimant à la demande. Certains de ces ouvrages reflètent des courants de pensée caractéristiques de leur époque, mais qui seraient aujourd'hui jugés condamnables. Ils n'en appartiennent pas moins à l'histoire des idées en France et sont susceptibles de présenter un intérêt scientifique ou historique. Le sens de notre démarche éditoriale consiste ainsi à permettre l'accès à ces oeuvres sans pour autant que nous en cautionnions en aucune façon le contenu. Pour plus d'informations, rendez-vous sur www.hachettebnf.fr ."

 

 

 

 

Jean-Simon Mazière:  "Traité des petits tourbillions de la matière subtile", à Paris, chez Claude Jombert et Pissot, 1727 - Gallica, bnf.fr, Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

Nuova edizione in ristampa dei nostri giorni: Jean-Simon Mazière: "Traité des petits tourbillions de la matière subtile. Académie royale de France en 1727 (Edition 1727)", Hachette Livres-BnF, Parigi, 2018.

 

"Traite des petits tourbillons de la matiere subtile ... pour servir d'introduction à une nouvelle physique et d'eclaircissement à la piece qui a remporté le prix de l'Academie royale des sciences en 1726, par un pretre de l'Oratoire Date de l'edition originale: 1727.

Ce livre est la reproduction fidèle d'un oeuvre publiée avant 1920 et fait partie d'une collection de livres reimprimés à la demande editée par Hachette Livre, dans le cadre d'un partenariat avec la Bibliothèque nationale de France, offrant l'opportunité d'acceder à des ouvrages anciens et souvent rares issus des fonds patrimoniaux de la BnF. Les oeuvres faisant partie de cette collection ont été numerisées par la BnF et sont presentés sur Gallica, sa bibliothèque numérique.

En entreprenant de redonner vie à ces ouvrages au travers d'une collection de livres reimprimés à la demande, nous leur donnons la possibilité de rencontrer un public elargi et participons à la transmission de connaissances et de savoirs parfois difficilement accessibles. Nous avons cherché à concilier la reproduction fidèle d'un livre ancien à partir de sa version numerisée avec le souci d'un confort de lecture optimal. Nous espérons que les ouvrages de cette nouvelle collection vous apporteront entiere satisfaction. Pour plus d'informations, rendez-vous sur www.hachettebnf.fr ."

 

 

 

 

Pierre Louis Moreau de Maupertuis:  "Discours sur les différentes figures Des Astres: d'ou l'on tire des conjectures sur les Etoiles qui paroissent changer de grandeur; & sur l'Anneau de Saturne, avec Une Exposition abbrégée des Systemes des de M. descartes et de M. Newton", à Paris de l'Imprimerie Royale, 1732 - Gallica, bnf.fr, Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

Nuova edizione in ristampa dei nostri giorni: Pierre-Louis Moreau de Maupertuis:  "Discours sur les différentes figures Des Astres d'où l'on tire des conjectures sur les étoiles  (Edition 1732)", Hachette Livres-BnF, Parigi, 2016.

 

 

 

 

Bernard Le Bouyer (o "Le Bovier") de Fontenelle:  "Théorie des tourbillons cartésiens avec des Réflexions sur l'attraction", chez Hippolyte-Louis Guerin à Paris, 1752 - Gallica, www.bnf.fr, la Biblioteca digitale on-line della Biblioteca Nazionale di Francia, con sede a Parigi.

Nuova edizione in ristampa dei nostri giorni: Bernard de Fontenelle: "Oeuvres de Fontenelle: Théorie des tourbillons cartésiens (Edition 1825)", Hachette Livres-BnF, Parigi, 2012.

 

La teoria cartesiana dei “tourbillons” sul movimento dei pianeti era, all’epoca della composizione di questo trattatello, abbondantemente superata.

Secondo Cartesio, in sostanza, il movimento dei pianeti dipenderebbe da turbolenze dell’“etere” (Descartes negava l’esistenza del vuoto) che li sospingono sulle loro traiettorie.

Nel 1752 la teoria newtoniana era in Francia universalmente accettata e Fontenelle, all’epoca ultranovantenne, decide di scrivere questo trattato in accordo con le sue posizioni “ultracartesiane”. La possibilità di esporsi al biasimo generale della comunità scientifica lo incoraggia a restare anonimo  [N.d.R., M.L.: datosi che nel libro non compare il suo nome].

 

 

 

Pierre-Louis Moreau de Maupertuis:  "Essai sur la formation de corps organisés  (Edition 1754)", Nuova edizione in ristampa dei nostri giorni dell'Editore: Hachette Livres-BnF, Parigi, 2012.

 

 

 

Nicolas de Malebranche:  "Traité de l'infini créé, avec l'explication de la possibilité de la transsubstantiation (Edition 1769)", Nuova edizione in ristampa dei nostri giorni dell'Editore: Hachette Livres-BnF, Parigi, 2013.

 

Breve estratto dell'incipit del testo originale del 1769 del Malebranche: "Pour porter la nouvelle Philosophie au plus haut point où elle puisse aller, il faut établir pour les fonds de la doctrine une verité que Descartes a apperçue, mais qu'il n'a admise qu'en fuyant. Cette vérité est qu'il y a un infini créé." ... omissis.  M.L.

 

 

 

Henry Luguet:  "Etude sur la Notion d'Espace d'après Descartes, Leibniz et Kant", A. Durand et Pedone Lauriel Editeurs, Paris, 1875 - Gallica, bnf.fr, Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

 

 

 

H. Parenty:  "Les tourbillons de Descartes et la science moderne", Louis Bellet Imprimeur Editeur, Clermont-Ferrand, 1903 - Gallica, bnf.fr, Bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, Paris.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ACKNOWLEDGMENTS

Even the longest journey begins with a first step! Systemic Habitats is on line since the 18th of May 2012. This website was created to publish online my ebook "Towards another habitat" on the contemporary architecture and urbanism. Later many other contents were added. For their direct or indirect contribution to its realisation, we would like to thank: Roberto Vacca, Marco Pizzuti, Fiorenzo and Raffaella Zampieri, Antonella Todeschini, All the Amici di Marco Todeschini, Ecaterina Bagrin, Stefania Ciocchetti, Marcello Leonardi, Joseph Davidovits, Frédéric Davidovits, Rossella Sinisi, Pasquale Cascella, Carlo Cesana, Filippo Schiavetti Arcangeli, Laura Pane, Antonio Montemiglio, Patrizia Piras, Bruno Nicola Rapisarda, Ruberto Ruberti, Marco Cicconcelli, Ezio Prato, Sveva Labriola, Rosario Francalanza, Giacinto Sabellotti, All the Amici di Gigi, Ruth and Ricky Meghiddo, Natalie Edwards, Rafael Schmitd, Nicola Romano, Sergio Bianchi, Cesare Rocchi, Henri Bertand, Philippe Salgarolo, Paolo Piva, Norbert Trenkle, Gaetano Giuseppe Magro, Carlo Blangiforti, Mario Ludovico, Riccardo Viola, Giulio Peruzzi, and last but not least Ahmed Elgazzar.   M.L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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