VERSO UN ALTRO HABITAT

36 progetti e realizzazioni

di Luigi Pellegrin architetto

un ebook di Michele Leonardi

 

 

Piramide

Sud America

 

 

1983

Verso un altro habitat - Volume II, Visione 32

"Piramide Sudamerica", un habitat elaborato da Luigi Pellegrin nel 1983, è un insediamento di tipo bioclimatico da realizzare con dei movimenti di terra.

Una volta realizzate queste "piramidi", ciascuna famiglia si scava letteralmente la propria casa secondo uno schema a tunnel, con le variazioni che rietiene opportune, seguendo però appunto alcune indicazioni prestabilite ben determinate inderogabili, come illustrato nel progetto.

Ciascuna casa ha quindi un riscontro d'aria su due fronti opposti.  Le masse di terra riagglomerata garantiscono la climatizzazione interna delle abitazioni, cedendo o assorbendo umidità, e cedendo od assorbendo calore, crendo così un adeguato microclima interno nelle case.

In base ad alcune sue annotazioni qui riportate, il Prof. Pellegrin prevedeva realizzazione di queste masse architettoniche "a sezione piramidale",  ossia triangolare, mediante inerti di probabile composizione argillosa (da egli definiti genericamente come "terra") con legante dato da resina poliestere diluito, oppure da cemento potenziato e poi riduiluito.

 

 

 

Tuttavia al giorno d'oggi le sue Piramidi Sudamerica si potrebbero realizzare con i geopolimeri del Prof. Joseph Davidovits  (citato nel primo volume di questo e-book), il quale ha dimostrato scientificamente come si possano facilmente realizzare grandi costruzioni in terra, o meglio in pietra artificiale, ovvero in pietra riagglomerata a freddo: si pensi al calcestruzzo degli antichi romani, oppure più recentemente al calcestruzzo con legante a base di cemento.

Per quanto oggi siano disponibili adeguate attrezzature di cantiere per i grandi e piccoli movimenti di terra, si vuole ricordare che la più grande piramide del mondo - per massa costituente -, si trova proprio in Sudamerica, a Cholula, in Messico, databile tra il II e l'VIII sec. d.C.  Misura 71 metri ca. di altezza, con una base di ca. 430 metri di lato, fu realizzata in mattoni di terra cruda, cioè in adobe e rivestita in pietra.  I Conquistadores la scambiarono per una collina, e ci costruirono in cima addirittura una grossa chiesa barocca con cupole e torre campanaria.  Per chi fosse interessato a quest'ultimo argomento, vedi anche il libro di Nigel Hawkes, "Atlante delle meraviglie costruite dall'uomo", op. cit. nel Vol. 1 di questo e-book.

 

All rights reserved © Eredi Luigi Pellegrin e Altri Progettisti ove è il caso.

Altre immagini e documenti per il momento non pubblicati, poiché in attesa

di debita autorizzazione da parte dei rispettivi Autori ed Editori.

N.d.R.:  il testo introduttivo al progetto non è ancora completo.  Vegetazione sui lati inclinati esterni, tunnel in c.a.p. forse previsti per le arcate più grandi a livello del p.d.c., evidenziare ambiti di scavo modulari previsti per ciascuna cellula abitativa, ecc.

pagina in allestimento

 

 

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ACKNOWLEDGMENTS

Even the longest journey begins with a first step! Systemic Habitats is online since the 18th of May, 2012. This website was created to publish online my ebook "Towards another habitat" on the contemporary architecture and urbanism; later many other contents were added. For their direct or indirect very important contribution to the realisation of this website, we would like to thank: Roberto Vacca, Marco Pizzuti, Fiorenzo and Raffaella Zampieri, Antonella Todeschini, Ecaterina Bagrin, Stefania Ciocchetti, Marcello Leonardi, Joseph Davidovits, Frédéric Davidovits, Rossella Sinisi, Pasquale Cascella, Carlo Cesana, Filippo Schiavetti Arcangeli, Laura Pane, Antonio Montemiglio, Patrizia Piras, Bruno Nicola Rapisarda, Ruberto Ruberti, Marco Cicconcelli, Ezio Prato, Sveva Labriola, Rosario Fracalanza, Giacinto Sabellotti, all the Amici di Gigi, Ruth and Ricky Meghiddo, Natalie Edwards, Rafael Schmitd, Nicola Romano, Sergio Bianchi, Cesare Rocchi, Henri Bertand, Philippe Salgarolo, Paolo Piva, Norbert Trenkle, Gaetano Giuseppe Magro, Carlo Blangiforti, Mario Ludovico, Riccardo Viola, Giulio Peruzzi, and last but not least the kind Staff of 1&1. M.L.

 

 

 

 

 

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