OVERFISHING

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Overfishing - excerpt from "Planet Ocean", 

a documentary film by Yann Arthus-Bertrand

and Michael Pitiot, 2012

 

"Planet Ocean", UK version, 2014

The film by Yann Arthus-Bertrand & Michael Pitiot

 

Ocean Alert: Overfishing, 2015

Khaled bin Sultan Living Oceans Foundation

 

12 Most overfished species, 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

David Attenborough explains what we need to

do to stop over-fishing, 2019

 

The Last Fish: Our exhausted seas

Documentary on overfishing and

dwindling fish stocks, 2015

 

"The End Of The Line", 2009

on the global devastating effect on overfishing

BIBLIOGRAPHY

 

  • Charles Clover: "The End of the Line", Ebury Press, London, U.K., 2005.

We have reached a pivotal moment for fishing, with seventy-five percent of the world's fish stocks either fully exploited or overfished. If nothing is done to stop the squandering of fish stocks the life of the oceans will face collapse and millions of people could starve. Fish is the aspirational food for Western society, the healthy, weight-conscious choice, but those who eat and celebrate fish often ignore the fact that the fishing industry, although as technologically advanced as space travel, has an attitude to conservation 10,000 years out of date. Trawling on an industrial scale in the North Sea takes 16 lbs of dead marine animals to produce just 1lb of sole. Regulation isn't working, fishermen must cheat or lose money, dolphins and other wildlife (seabirds, turtles, sharks) are killed unnecessarily and fish stocks are collapsing despite the warnings. The End of the Line looks at the problem and proves that we, as consumers, have to change if the situation is to improve.

 

 

 

 

 

 

SOVRAPESCA

 

 

 

 

 

Documentari online in lingua italiana reperibili sull'argomento: praticamente zero.  

Sovrapesca:  in Italia e nel Mediterraneo il problema quasi non sussiste, perché c'è rimasto ben poco da pescare. Inoltre è nota l'esistenza a livello europeo degli incentivi alla cosiddetta rottamazione dei pescherecci, nonché quella della prassi del fermo pesca.

Tuttavia come soluzione aggiuntiva al problema del ripopolamento ittico, si potrebbero realizzare dei sistemi ad oasi, passivi e sommersi, per contrastare la pesca illegale a strascico, ripopolando i fondali di praterie di alghe e il mare di pesci, ma ... non gliene importa un fico d'India a nessuno di come si possa attuare una cosa del genere, qui di seguito illustrata schematicamente con un mio progetto originale di "Barriera sommersa di Stelle Marine artificiali":

 

Con un simile stratagemma si potrebbe così contrastare con un sistema passivo la pesca a strascico, illegale e massimamente dannosa, facendo sì che le reti a strascico si impiglino irrimediabilmente nelle protuberanze degli elementi delle barriere, rendendo vana appunto la pesca a strascico e disincentivandola. Con il passare del tempo in queste "oasi sommerse" si potrebbe così ripopolare spontaneamente (come ci dicono gli oceanografi) il mare di pesci, mentre in corrispondenza delle stesse oasi si potrebbero reimpiantare e ricostituire nel fondale marino le praterie di alghe (che stabilizzano lo stesso fondale soggetto ai moti ondosi e alle correnti), anche queste vittime della pesca a strascico che letteralmente ara i fondali marini rendendoli sterili.

Per altro realizzando delle simili barriere sommerse, continuerebbe a sussistere il problema della pesca di frodo con esplosivi, contrastabile in questo caso solamente in modo attivo, come avviene attualmente, da parte delle autorità preposte alla vigilanza. Tuttavia col sistema proposto sembra sensato affermare che si farebbe già un significativo passo avanti ai fini del ripopolamento ittico e dello sfruttamento razionale delle risorsa pesca.

Riguardo la possibilità di insabbiamento nel tempo di queste barriere, o meglio dei loro singoli elementi, non c'è nulla da temere: in tutto il Mediterraneo si scoprono di continuo navi affondate migliaia di anni fa, quelle di epoca romana, con tutto il loro rispettivo carico ancora visibile sul fondale.  Segno che l'insabbiamento non sarebbe un fenomeno temibile, a meno di non posizionare inutilmente le barriere nei punti meno oppurtuni, come presso una foce di un fiume, con fondali giocoforza soggetti all'apporto continuo di sedimenti.

Riguardo invece l'impatto ambientale. Stiamo parlando di una struttura sommersa, ma si potrebbe fare in modo di creare qualcosa dotato di un minimo di grazia, per quanto visibile solamente ai subaquei e ai pesci. In primo luogo tutti gli elementi della barriera-oasi verrebbero presto ricoperti di organismi marini, per cui finirebbero per divenire parte integrante del fondale marino naturale.  In secondo luogo le singole "Stelle Marine artificiali", ovviamente di notevoli dimensioni, venendo prefabbricate in officina prima del loro trasporto ed immersione ove dovuto, tanto per fissare le idee, potrebbero essere realizzate di 3 dimensioni e tipologie diverse, ma simili, in modo da creare una composizione variegata e non ossessivamente ripetitiva come quella delle orrende grigie opere portuali che ci tocca spesso vedere.

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

  • Charles Clover: "Allarme pesce. Una risorsa in pericolo", Ponte delle Grazie Editore, Milano, 2005.

Una ricerca documentata, frutto di viaggi e inchieste svolte per tredici anni in tutto il mondo, in cui l'autore spiega perché il pesce che consumiamo, contrabbandato come salvezza per la cattiva coscienza alimentare di un Occidente stanco di cibi contraffatti e di mucche pazze, sia in realtà il prodotto di un'industria micidiale per l'ambiente e l'umanità. Come per l'acqua, si tende a pensare che il pesce sia inesauribile, ma in realtà oltre all'inquinamento dei mari, i metodi della pesca industriale minacciano di distruggere per sempre la fauna marina: per pescare un chilo di sogliole vengono uccisi sedici chili di animali. Un grido d'allarme contro la distruzione della maggiore risorsa alimentare rinnovabile del nostro pianeta.

 

Tracciare nuovi standard di sostenibilità sociale per la pesca del tonno. È l'obiettivo dell'azienda Bolton Food, con marchi come Rio Mare, e della Ong Oxfam, che hanno stretto una partnership per la tutela dei diritti umani nella filiera globale del tonno a partire dai pescatori di paesi come Ecuador, Marocco e Indonesia. L'alleanza, presentata in occasione dell'evento digitale "Insieme per un'economia Umana. Per un cibo più giusto e sostenibile", mira a rendere la filiera della pesca, una delle più lunghe e complesse del settore alimentare, sempre più equa.

 

  • "Il segreto del cemento degli antichi Romani", Le Scienze, Edizione italiana di Scientific American, 2017, su LeScienze.it.  

 

  • "Perché il cemento romano è più resistente del nostro", Focus, Focus.it.

 

 

 

 

ALTRI TEMI LEGATI AL MARE

 

  • Frank Schätzing: "Il Quinto Giorno", TEA Editori, 2016.

[Romanzo di fantascienza, ma basato sulla realtà degli idrati di metano presenti nei sedimenti dei fondali marini e sui pericoli derivanti da un loro sfruttamento minerario dissennato.]

Introduzione: 14 gennaio, Huanchaco, costa del Perù. Il povero pescatore Juan Narciso Ucañan non crede ai suoi occhi: dopo settimane di magra, davanti a lui si stende un enorme banco di pesci. Ma ben presto il terrore cancella la sua felicità: i pesci, muovendosi come un unico essere, prima gli distruggono la rete, poi rovesciano la sua barca e infine si compattano, impedendogli di tornare in superficie. 13 marzo, costa norvegese. A bordo della nave oceanografica Thorvaldson, il biologo marino Sigur Johanson e Tina Lund, responsabile della Statoil per la scoperta di giacimenti petroliferi, guardano il monitor che rimanda le immagini di un robot calato sul fondo del mare: milioni di "vermi" sembrano aver invaso lo zoccolo continentale. 5 aprile, Vancouver Island, Canada. Leon Anawak fa da guida ai turisti che vogliono osservare le balene nelle acque della British Columbia. Ma i mammiferi marini non si vedono più, come se si fossero "smarriti" da qualche parte. Poi, improvvisamente, riappaiono e si comportano in modo del tutto anomalo. Tre avvenimenti lontani, un unico tratto comune: il mare. Un mondo brulicante di esseri misteriosi, un enigma che avvolge i sette decimi del nostro pianeta. Dall'Europa all'America, dal Polo Nord al Giappone, il mondo dovrà confrontarsi con questo enigma: scienziati, militari, capi di governo e individui comuni saranno trascinati in un'avventura senza precedenti, verso uno scontro titanico in cui si deciderà se la specie umana può avere ancora un futuro.

 

  • Graham Hancock: "Civiltà sommerse. Sulle tracce dei segreti nascosti negli abissi", TEA Editori, 2005.

Quando i ghiacci si sciolsero tra 15.000 e 8.000 anni fa e il livello del mare si alzò, l'acqua coprì più di 25.000 chilometri quadrati di terra abitabile alterando radicalmente la forma del mondo. Con l'aiuto della più sofisticata tecnologia computeristica per disegnare il modificarsi delle coste, l'autore scopre impressionanti conferme degli antichi miti. E così indossa la muta e si immerge alla ricerca di resti che, incredibilmente, sono esattamente dove gli antichi testi li indicano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ACKNOWLEDGMENTS

Even the longest journey begins with a first step! Systemic Habitats is online since the 18th of May 2012. This website was created to publish online my ebook "Towards another habitat" on the contemporary architecture and urbanism. Later many other contents were added. For their direct or indirect contribution to its realisation, we would like to thank: Roberto Vacca, Marco Pizzuti, Fiorenzo and Raffaella Zampieri, Antonella Todeschini, All the Amici di Marco Todeschini, Ecaterina Bagrin, Stefania Ciocchetti, Marcello Leonardi, Joseph Davidovits, Frédéric Davidovits, Rossella Sinisi, Pasquale Cascella, Carlo Cesana, Filippo Schiavetti Arcangeli, Laura Pane, Antonio Montemiglio, Patrizia Piras, Bruno Nicola Rapisarda, Ruberto Ruberti, Marco Cicconcelli, Ezio Prato, Sveva Labriola, Rosario Francalanza, Giacinto Sabellotti, All the Amici di Gigi, Ruth and Ricky Meghiddo, Natalie Edwards, Rafael Schmitd, Nicola Romano, Sergio Bianchi, Cesare Rocchi, Henri Bertand, Philippe Salgarolo, Paolo Piva, Norbert Trenkle, Gaetano Giuseppe Magro, Carlo Blangiforti, Mario Ludovico, Riccardo Viola, Giulio Peruzzi, Ahmed Elgazzar, and last but not least the kind Staff of 1&1. M.L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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