Sui Geopolimeri

 

del Prof. Joseph Davidovits

 

Geopolymer Institute di Saint Quentin, Francia

 

 

Riportiamo qui alcuni scritti del Prof. Dott. Joseph Davidovits e del Dott. Frédéric Davidovits, qui ripubblicati tradotti in italiano in seguito a loro specifica autorizzazione e cortese concessione.

All rights reserved © Geopolymer Insitute of St.-Quintin, France - Prof. Joseph Davidovits and Dr. Frédéric Davidovits. 

Tutti i diritti riservati © Prof. Dott. J. Davidovits e Dott. F. Davidovits.

Per ripubblicare queste traduzioni, chiedere la debita autorizzazione al Prof. Davidovits - Geopolymer Institute of Saint Quintin, Francia.

 

 

       Sito Institut Géopolymère:

        www.geopolymer.org/fr    (in francese)

        www.geopolymer.org         (in inglese)

 

 

Il Prof. Dott. Joseph Davidovits

APPLICAZIONI DEI GEOPOLIMERI:   

www.geopolymer.org/fr/category/applications     (in francese)

 
 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU':  

alcuni articoli tradotti in italiano dal Dott. Arch. Michele Leonardi delle APPLICAZIONI DEI GEOPOLIMERI:

 

 

 

IL MATTONE GEOPOLIMERO L.T.G.S.

(libera traduzione in it. -  Dott. Arch. Michele Leonardi, 2013)

 

(anteprima:)       

      << Il mattone geopolimerico LTGS è una tecnologia ideale di costruzione per i paesi emergenti, perché essa offre innumerevoli caratteristiche conformi ai bisogni delle loro popolazioni.

       Questo mattone utilizza un materiale reperibile in grande quantità e a buon mercato:  la terra d’argilla lateritica. Questa terra speciale ed abbondante, mischiata ad un semplice legante geopolimerico viene compressa per darle una forma di mattone, poi cotto in un forno.  Cotto a 85°C, il mattone LTGS è stabile all’acqua e con una resistenza meccanica sufficiente per farne un muro.  Cotto a 250°C, resiste anche al gelo.  A 450°C, la sua resistenza aumenta ancora, permettendo di produrre degli elementi strutturali come gli architravi per le porte e le finestre. In confronto ad un mattone tradizionale cotto a ca. 1.000°C, il mattone LTGS consuma in media 8 volte meno energia a parità di resistenza meccanica a compressione. A differenza di una fornace tradizionale quindi, esso richiede meno attrezzature ed è meno costoso da produrre. Una fabbrica di mattoni tradizionale deve avere una certa dimensione per essere redditizia, mentre i mattoni LTGS possono essere prodotti da piccole fornaci nei villaggi o nelle piccole città con un minor numero di attrezzature e un minore investimento finanziario iniziale. >>  ... (omissis) 

 

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Mattone Geopolimero LTGS - trad FR-IT ve[...]
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DAI CALCESTRUZZI ANTICHI AI GEOPOLIMERI

(libera traduzione in it. -  Dott. Arch. Michele Leonardi, 2013)

(anteprima:)

    << La creazione di impresa non sta solo nel mettere a disposizione competenze o prodotti forniti al momento opportuno. Più spesso essa implica specifici tipi di carattere delle persone, poiché la strada, piena di insidie, rende sempre il cammino difficile. Se esse sono accomunate da un certo numero di qualità, come la volontà o la determinazione nel raggiungimento di un certo obiettivo, queste persone presentano una grande ricchezza di carattere e di situazioni affrontate. Ci è capitato di incontrare il professor Joseph Davidovits, e di aver così potuto conoscere l’itinerario che lo ha condotto da chimico degli alti polimeri organici a quello di chimico dei polimeri minerali. Questo suo percorso non manca di originalità.

         Nel 1970 ha luogo il terribile incendio del dancing “Cinq/Sept”, che è la prova crudelmente somministrata che i materiali decorativi in poliestere rappresentano un inimmaginabile pericolo. All’epoca, Joseph Davidovits era responsabile di un laboratorio di ricerche tessili a Saint-Quentin. Nella sua attività si è confrontato in più riprese con il pericolo di infiammabilità legato all’uso di giubbotti e di calze di nylon, responsabili di di moltissimi gravi incidenti sul lavoro. Rispetto a questa situazione è diventato imperativo immettere sul mercato dei materiali non infiammabili. Nell’industria chimica tutti sapevano che ciò era possibile grazie all’introduzione di fosfine nel processo di produzione. Ora però, le fosfine costituiscono dei prodotti tossici che non è concepibile utilizzare, sapendo che il loro impiego verrebbe a sostituire un male con un altro male. Infatti negli incendi non è la fiamma il pericolo maggiore, bensì piuttosto lo sprigionamento di fumi tossici. Sulla scorta di questa riflessione Joseph Davidovits decide allora di lanciarsi attivamente nel campo e crea una sua società nel 1972. >> ... (omissis)

 

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Dai calcestruzzi antichi ai geopolimeri [...]
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ALLA SCOPERTA DEL CARBUNCULUS

(libera traduzione in it. -  Dott. Arch. Michele Leonardi, 2013)

 

(anteprima:)

     << Plinio il Vecchio, nel suo Storia Naturale, menziona più volte il termine carbunculus. Ma presso di lui il carbunculus assume differenti significati : un minerale (suolo e sabbia), una malattia e una pietra semi-preziosa, vale a dire il carbonchio [1]. Quanto a Vitruvio, egli cita il carbunculus come un tufo e un tipo di sabbia che bisogna impiegare per i muri in caementicium. Lo chiama harena fossicia, e ce ne sono quattro tipi: nero, bianco, rosso e il carbunculus. Questa harena fossicia viene tradotta generalmente come “sabbia di fosso” o “sabbia di cava”.

Apparentemente la natura di questa sabbia era simile a quella delle sabbie silicee o quarzifere. I commentatori di Vitruvio utilizzarono la classificazione delle sabbie di vitruvio del capitolo 4 – le sabbie di cava (harena fossicia), le sabbie di fiume (harena fluviatica) e le sabbie di mare (harena marina) – credendo che queste sabbie sono più o meno simili. Questa sabbia non aveva le proprietà della celebre pozzolana. Di fatto, per essi, la sabbia, quale che sia il suo luogo di estrazione, è solamente un peso nella malta e non un materiale reattivo chimicamente con la calce.

      Bisognerà attendere il 1957 perché G. LUGLI rimetta in discussione questa opinione che si credeva acquisita. Infatti egli associa la pozzolana alla harena fossicia, basandosi sul testo di Vitruvio e sulla geologia italiana. A proposito di harena fossicia, R. GINOUVES et R. MARTIN [2] scrivono:

“E’ in questa ultima categoria che si situa una sorta di sabbia dalle caratteristiche petrografiche ben definite, la pozzolana, forma mobile di un tufo vulcanico (puluis puteolanus). La parola deriva dalla città di Pozzuoli, fonte normale di approvvigionamento per i Romani; ma delle rocce analoghe, provenienti da Santorini, o d’altrove, possiedono la stessa proprietà di fornire, mischiati alla calce, dei silicati che fanno presa sott’acqua.” 

In una nota concernente la pozzolana, aggiungono: “Vitruvio II, 4, 1, distingue molte varietà di pozzolane secondo il colore (rossa, grigia) ed in particolare una varietà nera chiamata carbunculus.” [3]

         Si osserva che le traduzioni non sono concordi sulla natura del carbunculus. Ecco perché noi proponiamo di rifare il punto della situazione sul carbunculus in quanto materiale secondo Vitruvio, e di determinare quali siano le sue caratteristiche. >> ... (omissis)

 

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Alla scoperta del carbunculus - trad FR-[...]
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ACKNOWLEDGMENTS

Even the longest journey begins with a first step! Systemic Habitats is online since the 18th of May, 2012. This website was created to publish online my ebook "Towards another habitat" on the contemporary architecture and urbanism; later many other contents were added. For their direct or indirect very important contribution to the realisation of this website, we would like to thank: Roberto Vacca, Marco Pizzuti, Fiorenzo and Raffaella Zampieri, Antonella Todeschini, Ecaterina Bagrin, Stefania Ciocchetti, Marcello Leonardi, Joseph Davidovits, Frédéric Davidovits, Rossella Sinisi, Pasquale Cascella, Carlo Cesana, Filippo Schiavetti Arcangeli, Laura Pane, Antonio Montemiglio, Patrizia Piras, Bruno Nicola Rapisarda, Ruberto Ruberti, Marco Cicconcelli, Ezio Prato, Sveva Labriola, Rosario Fracalanza, Giacinto Sabellotti, all the Amici di Gigi, Ruth and Ricky Meghiddo, Natalie Edwards, Rafael Schmitd, Nicola Romano, Sergio Bianchi, Cesare Rocchi, Henri Bertand, Philippe Salgarolo, Paolo Piva, Norbert Trenkle, Gaetano Giuseppe Magro, Carlo Blangiforti, Mario Ludovico, Riccardo Viola, Giulio Peruzzi, and last but not least the kind Staff of 1&1. M.L.

 

 

 

 

 

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