I 22 Archetipi

 

 

dell'Ing. Mario Pincherle

 
 

 

 

 - una revisione critica di Michele Leonardi -

 

parte III

 

 

 

Ora ricapitoliamo sia gli archetipi pincherliani che quelli ulteriori da noi introdotti a titolo sperimentale di revisione, dopodiché li sottoporremo ad una sorta di test di validità ed utilità. Tra le utilità possibili la prima che ci viene spontanea intravedere è quella della ideazione, della progettazione di manufatti, cose, macchine, edifici, sistemi in genere: lo dice lo stesso Pincherle nel suo libro, così come egli stesso illustra come la sua analisi funzionale sia utile anche per comprendere le cose note ed ignote. Pertanto si ha il seguente:

 

 

 

ELENCO PROVVISORIO DEGLI ARCHETIPI PINCHERLIANI O FORME-FUNZIONI, RIFORMATI:

 

01 - ARCHETIPO UNIFICANTE.

19 - ARCHETIPO LEGANTE, UNIONE STABILE DELLE COSE: questo archetipo lo derubrichiamo temporaneamente, poiché ci sembra palesemente un duplicato dell'archetipo unificante, con la sola differenza che si esplica per un tempo indeterminato, al limite infinito.

06 - ARCHETIPO PORTANTE, CONGIUNZIONE, UNIONE TEMPORANEA DELLE COSE: anche questo lo eliminiamo essendo un altro duplicato dell'archetipo unificante, con la sola differenza rispetto al precedente che si esplica per un breve lasso di tempo, o meglio, per un tempo determinato, finito.

Quindi eliminiamo sia l'archetipo legante che quello congiungente, poiché non sono altro che l'archetipo unificante che si può esplicare secondo 2 diverse modalità: finita e indeterminata.

18 - ARCHETIPO DIVIDENTE, TAGLIANTE, insomma l'ARCHETIPO DELLA SEPARAZIONE:

20 - ARCHETIPO DELLA PERFEZIONE, PERFEZIONARE, FUNZIONE DELLA BELLEZZA:

05 - ARCHETIPO VIVIFICANTE, DELLA VITA, LODARE.  

12 - ARCHETIPO DELLA MISURA, MISURARE:

04 - ARCHETIPO INDEFORMANTE, DELLA SOLIDITA', SOLIDIFICARE.

13 - ARCHETIPO, FUNZIONE INFORME, ARCHETIPO DELLA LIQUIDITA', NUTRIRE: lo ribattezziamo come ARCHETIPO DELLA FLUIDITA'.

14 - ARCHETIPO DEL TRASFORMARE, FUNZIONE DELLA TRASFORMAZIONE, IL ROMBO TRASFORMISTA.

08 - ARCHETIPO PROTEGGENTE, ISOLANTE.

02 - ARCHETIPO CONTENENTE, CONTENITORI.

21 - ARCHETIPO TRASLANTE.

03 - ARCHETIPO ROTANTE.

23 "19" - ARCHETIPO OSCILLANTE, VIBRANTE. Avendo eliminato temporaneamente ben 2 archetipi pincherliani come suddetto, questo diventa il ventunesimo archetipo. Digressione: "temporaneamente" poiché può darsi che più in là scopriremo che i 2 archetipi defalcati non siano riconducibili al primo, quello unificante, per qualche motivo che ora ci sfugge.

07 - ARCHETIPO FRENANTE, FUNZIONE DELLA ETERNITA', DEL DURARE.

09 - ARCHETIPO CEDENTE, MATRICE, UTERO.

11 - ARCHETIPO PUNGENTE, PENETRANTE.

24 - "06" - ARCHETIPO DELLA RIPRODUZIONE, DELLA COPIA, MOLTIPLICAZIONE, REPLICA. Come già detto, avendo eliminato temporaneamente ben 2 archetipi pincherliani, questo diventa invece il ventiduesimo archetipo.

15 - ARCHETIPO COMPRIMENTE, DELLA PRESSIONE.

10 - ARCHETIPO RIDUCENTE, CONCENTRANTE.

17 - ARCHETIPO ESPANDENTE, DELL'ESPLOSIONE.

16 - ARCHETIPO COLLABORANTE, COPULARE, FUNZIONE DELLA CORRISPONDENZA, ARCHETIPO DELLA RECIPROCITA', DELLA RELAZIONE TRA LE PARTI.

22 - ARCHETIPO, FUNZIONE RESISTENTE, DELLA REAZIONE AD OGNI AZIONE, ed aggiungiamo noi: ARCHETIPO DEGLI URTI, ARCHETIPO DELLA CAUSA-EFFETTO, DELLA CAUSALITA'.

 

Una prima osservazione che facciamo dopo la nostra revisione critica, è che in totale abbiamo sempre 22 Archetipi, pincherliani e non pincherliani. E come previsto dal Pincherle nel suo libro, non siamo riusciti a ridurli a meno di 22.

Per comodità nostra e del lettore ricapitoliamo in uno specchietto formato PDF - da stampare - le conclusioni critiche temporanee a cui siamo giunti:

 

Elenco provvisorio degli archetipi pinch[...]
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Adesso, foglietto stampato in formato A4 (21 cm. x 29,7 cm.) alla mano sperimentiamo se gli Archetipi del Pincherle corrispondono a realtà od hanno una qualche utilità notevole. Ovvero se ci permettono di pensare, di concepire, di ideare qualsiasi cosa. E vogliamo pure vedere se si applicano indifferentemente alle 3 realtà fenomenologiche della Psicobiofisica dell'Ingegner Marco Todeschini: Mondo Fisico e Biologico, Mondo Spirituale o psichico.

 

Per non essere maschilisti, cominciamo da una macchina lavatrice (o forse è proprio con questa affermazione superflua che lo siamo).

OSSERVAZIONE ARCHETIPICA PINCHERLIANA  (citaz. da pg. 78 del libro del Pincherle):

VISIONE GLOBALE:

1) Che cosa è questo oggetto?

E' una macchina elettrodomestica, si chiama lavatrice.

2) A che cosa serve?

Serve a lavare i panni, i vestiti, la biancheria, ecc., cioè in generale i tessuti, normalmente non i grossi tappeti di lana, che non entrerebbero in una ordinaria comune lavatrice.

3) Che forma semplificata ha?

La lavatrice più comune, quella a carico "orizzontale", è sostanzialmente un cilindro (il cestello) che ruota su se stesso (sul proprio asse di simmetria), dotato di fori per fare entrare od uscire un flusso intermittente di acqua, nonché dotato di cunei solidali col cilindro ed interni ad esso; il cilindro rotante e tutti gli altri componenti di ausilio alla finalità di pulizia dei tessuti mediante il lavaggio ad acqua sono allocati in una grossa "scatola di ferro" cubica.

VISIONE ANALITICA:

4) Di quali parti principali (indispensabili al funzionamento) è composto l'oggetto?

Il componente più importante è il cestello cilindrico dotato di piccoli fori per il passaggio esclusivo dell'acqua e con le grosse pale interne atte a smuovere continuamente la massa di tessuti contenuta in esso.

Poi vi sono numerosi altri componenti accessori importanti: resistenza per scaldare l'acqua, termostato per la regolazione della temperatura dell'acqua voluta, centralina con microchip di programmazione delle varie azioni meccaniche stabilite (temperatura dell'acqua, tempo di prelavaggio, durata del risciacquo, ricambio di acqua e numero di ricambi di acqua, risciacquo finale accurato ossia per un tempo più lungo e con maggiore frequenza, centrifugazione per asportazione finale della maggior quantità di acqua che è possibile traslare, pompa dell'acqua di aspirazione, apertura e chiusura dell'ugello, rubinetto di afflusso di acqua nel cestello, luci LED di segnalazione della centralina, dispenser a gravità del detersivo liquido o in polvere, dispenser di altri solventi liquidi, obsolescenza passiva programmata mediante la durabilità prestabilita di alcuni componenti chiave, obsolescenza attiva programmata direttamente nel microchip, quest'ultima normalmente illegale, ecc., obsolescenza non programmata affatto, dal momento che attualmente prevale il consumismo dell'usa e getta appena si sfascia qualcosa nella lavatrice, piuttosto che il sempre più costoso intervento del tecnico manutentore, ecc., datosi anche gli elevati costi  di stoccaggio nei magazzini dei componenti utili per la sostituzione dei vari pezzi difettosi o ammalorati).

5) A cosa servono queste parti?

La parte principale, il cestello cilindrico che è alla base di una macchina lavatrice domestica, serve a smuovere e rigirare continuamente i panni, nonché a risciacquarli insieme al detersivo che facilita, insieme all'acqua e al calore dell'acqua riscaldata, la rimozione delle particelle organiche ed inorganiche indesiderate, ovvero l'obiettivo finale della pulizia dei tessuti.

 

Trascuriamo le successive domande dell'osservazione archetipica pincherliana, ossia dell'analisi funzionale del Pincherle, poiché da qui in poi vogliamo saggiare qual è l'essenza di ciascun ente che andiamo a sondare mediante gli Archetipi del Pincherle.

Dunque, cos'è in due parole una lavatrice domestica? Cosa diremmo ad un bambino per fargli capire che cos'è questa cosa strana? Di solito si dice loro: è una macchina (un meccanismo automatico ad alimentazione elettrica) per pulire i panni. E' vero, questa è la sua finalità, ma potremmo anche aggiungere che: una lavatrice è un contenitore che ruota, dotato di elementi interni frenanti (le pale, i dentelli) e di elementi misuranti (i piccoli fori, di una determinata misura, diametro prestabilito, che fanno passare solo le piccole particelle di sporco da rimuovere, l'acqua e il detergente). In altre parole l'idea di base di una lavatrice è concepibile utilizzando solamente 4 Archetipi pincherliani ovvero solo 4 forme-funzioni: contenente, rotante, frenante e della misura.

 

Ora saltiamo a piè pari l'osservazione archetipica pincherliana, ma unicamente per motivi di brevità, e consultiamo un vocabolario della lingua italiana. Perché? Perché la lingua italiana, di per sé molto sofisticata essendo una lingua neolatina che permette di esprimere i concetti in modo molto preciso, come ogni altra lingua, descrive e contiene nei suoi vocaboli le cose più disparate, tra enti, oggetti, fenomeni, azioni, ecc.

E allora continuiamo.

 

Strada: è un componente del sistema di trasporto via terra, e che sia sterrata o asfaltata è fatta in modo da permettere la rotazione delle ruote degli autoveicoli e un tempo la rotazione dei carri trainati da animali, cavalli, buoi. Dunque la possiamo concepire essenzialmente con l'ARCHETIPO DELLA TRASLAZIONE.

 

Ciclo: breviter, possiamo farlo rientrare nell'ARCHETIPO DELLA ROTAZIONE.

 

Automobile: un'automobile è essenzialmente sia un contenitore di persone ed oggetti, sia un vettore di traslazione, almeno ad una scala dimensionale molto ampia. vale a dire che con un'auto ci possiamo spostare su un percorso stradale di 1 chilometro, 100 chilometri, ecc. Mentre su scala locale quando percorriamo una curva, seguiamo una rotatoria o facciamo manovra di inversione di marcia, entrerà in gioco anche l'ARCHETIPO DELLA ROTAZIONE nello sterzare le ruote dell'auto. Ma com'è noto vi sono molte altre forme-funzioni secondarie (e vitali) presenti in un'automobile: l'ARCHETIPO PROTEGGENTE, DELLO SCUDO, per quanto riguarda i vetri, il tetto della macchina, le cinture di sicurezza, l'air bag, ecc. ecc.

Pertanto concepiamo un'automobile essenzialmente con l'ARCHETIPO CONTENENTE e con l'ARCHETIPO TRASLANTE.

 

Aeroplano, nave, dirigibile, vettori, mezzi di trasporto, missile: stessa cosa come visto per l'automobile.

Continuiamo ad aprire a caso le pagine di un vocabolario e troviamo:

 

Classifica: ad esempio una classifica di partite di calcio basata su punteggi accumulati in un torneo calcistico. Si stabilisce per convenzione quanto valgono le vittorie e i pareggi di ciascuna partita e per ciascuna squadra, pertanto si sta eseguendo una selezione attraverso una determinata misura delle cose, nella fattispecie le vittorie, i pareggi, i goal, ecc. Di qui è chiaro che l'essenza di una classifica in termini di forme-funzioni è l'ARCHETIPO DELLA MISURA.

 

Può darsi che in questo rapido test degli Archetipi pincherliani si incorra in qualche grossolano errore di valutazione, tuttavia lo scopo è sempre quello di saggiarne in generale la validità e la utilità.

 

Fatale: qualcosa di stabilito dal fato, dal destino, quindi - escludendo i suoi sinonimi quali "funesto", "infausto", ecc.-, si tratta di qualcosa che è stato determinato in modo esatto, appunto dal destino, a prescindere dalla diversa volontà di chicchessia. Ergo è concepibile essenzialmente con l'ARCHETIPO FRENANTE, DELL'ETERNITA', DEL DURARE.

 

Risparmiare: ... ARCHETIPO FRENANTE, rispetto al continuare ad utilizzare una determinata risorsa: tempo, denaro, generi alimentari, carburanti, energia.

 

Cibo: escludendo il caso particolare del digiuno, poiché mediante l'alimentazione il nostro corpo, cioè noi, ci manteniamo in vita, possiamo far rientrare questa forma-funzione nell'ARCHETIPO VIVIFICANTE.

 

Diluizione: gettiamo il sale marino nell'acqua in ebollizione della pentola, quindi il cloruro di sodio si scinde in ione cloruro ed ione sodio, e così insieme a tutti gli altri sali che lo costituiscono finirà per disperdersi nell'acqua bollente, per cui abbiamo così attuato l'ARCHETIPO (O FORMA-FUNZIONE) ESPANDENTE.

 

Bomba: quando detona la reazione, la sua azione, è repentina e si parla di esplosione, ma rientra pur sempre nell'ARCHETIPO ESPANDENTE, che è contrario, lo ricordiamo al suo opposto, quello riducente, concentrante.

 

Latte in polvere, camomilla liofilizzata, salsina di pomodoro in tubetto: ARCHETIPO (o FORMA-FUNZIONE, il che è lo stesso) CONCENTRANTE.

 

Caldaia elettrica dell'acqua calda per usi sanitari: attraverso la serpentina della sua resistenza elettrica produce l'agitazione termica prima della stessa resistenza, e poi per conduzione, convezione ed irraggiamento anche quella finale dell'acqua che contiene, quindi questa cosa è sia un contenitore che un oscillatore; di qui: ARCHETIPO CONTENENTE ed ARCHETIPO VIBRANTE.

 

Libro: ARCHETIPO CONTENITORE, giacché un libro contiene dati, informazioni, lettere, parole, concetti, idee, immagini, ecc.

 

Onda: ARCHETIPO OSCILLANTE, VIBRANTE.

 

Telefono cellulare e smartphone: estremamente complessi sia il primo che il secondo similare (che ha un di più, essendo in realtà anche un microcomputer), servono per comunicare a distanza inviando al nostro interlocutore suoni (il nostro parlato), messaggi di testo (sms), immagini (fotografie, selfie, minchiate varie), ecc. Se pensiamo al fatto che la nostra voce e quella altrui viene rigenerata, sintetizzata a distanza (in realtà dopo un bel taglio delle frequenze sonore, quelle più alte e quelle più basse, per economizzare i dati trasmessi, ma in pochi lo sanno), potremmo dire che l'essenza archetipale del cellulare è la FORMA-FUNZIONE DELLA TRASLAZIONE, salvo il fatto che sfrutta per la teletrasmissione dei dati del segnale le onde elettromagnetiche dell'etere, e quindi  le sue vibrazioni, oscillazioni. In realtà abbiamo a che fare con un sistema molto più vasto e molto più complesso in cui i due cellulari sono solamente gli obiettivi finali. Ciononostante l'essenza di ogni teletrasmissione è lo sfruttare le onde elettromagnetiche e quindi con la tecnologia dei cellulari si esplica sostanzialmente l'ARCHETIPO OSCILLANTE, VIBRANTE.

Certamente qui e in tanti altri casi, VALE SEMPRE IL PRINCIPIO ANTIMAGIA TODESCHINIANO: non è con la bacchetta magica dell'ARCHETIPO OSCILLANTE che noi riusciremo mai a traslare una informazione o una cosa, ad esempio, di 500 chilometri. Dobbiamo prima escogitare un meccanismo, un processo, un sistema, una tecnologia, "un trucchetto (volgarmente detto) il quale  insomma ci permetta di raggiungere l'obiettivo prefissato.

 

Amore, attrazione: ARCHETIPO UNIFICANTE, ma c'è anche la componente proattiva dell'ARCHETIPO VIVIFICANTE.

 

Odio, invidia, gelosia: ARCHETIPO DIVIDENTE, TAGLIANTE, DELLA SEPARAZIONE.

 

Omicidio, assassinio: ARCHETIPO FRENANTE, poiché questa azione pone, arbitrariamente, fine alla vita di una persona; quindi "frena", ferma per sempre l'estensione temporale e il naturale volontario fluire di una vita, interrompendola.

 

Passione: ARCHETIPO DEL LODARE.

 

Desiderio: ARCHETIPO DEL COPULARE, DELLA CORRISPONDENZA.

 

Storia, memoria: è una successione di eventi accaduti, appartenenti al presente del passato, come diceva Agostino di Ippona nelle sue Confessioni. Quando ricordiamo tale successione ci appare distintamente come se fosse presente, perché è presente in noi fino al livello di dettaglio che vogliamo o che possiamo ricordare. Pare ci siano delle persone che ricordano tutto e fin nei minimi dettagli, ovvero che non riescono a dimenticare nulla di ciò che hanno esperito (ma anche pensato?). sebbene il passato sia qualcosa che non esiste più tranne che nei nostri pensieri, esso pare sia riconducibile all'ARCHETIPO INDEFORMANTE, DELLA SOLIDITA'.  Infatti il passato è proprio ciò che è accaduto e che non si può più modificare. E' qualcosa di cristallizzato, di solidificato. Di contro esiste sempre la possibilità, almeno teorica, di poter modificare il presente e di qui cambiare il nostro futuro o "destino".

 

Mente, intelligenza: allo stato attuale nessuno può dare una definizione univoca di che cosa sia veramente una mente. Esistono varie teorie a proposito, basate su allegorie della mente e ciascuna in realtà ne dà solo una caratterizzazione parziale, perché queste teorie sono un pò come dei ciechi che toccano con le mani un elefante: uno tocca il piede e dice che è una colonna, un altro ne tocca la proboscide e dice che è un ramo di un albero, un altro una zanna e dice che un elefante è un dente. Riguardo la mente, non stiamo ovviamente parlando del cervello, il computer biologico, la centralina elettronica di comando degli organismi viventi superiori, come la definiva il Todeschini, bensì dell'intelligenza, dello spirito, anima, psiche, equipollenza di todeschiniana memoria, equivalenza scoperta dal Todeschini e dichiarata nella sua Teoria delle Apparenze, insomma stiamo parlando di qualcosa che appartiene alla realtà spirituale, forse solo aria fritta, ma è proprio quella specie di software che gira nei cervelli, sempre che "giri" lì, piuttosto che in un non-luogo, appunto il Mondo Spirituale. Ma stiamo divagando.

Anche in termini di Archetipi pincherliani npn si intravede la possibilità di definire cosa sia la mente. Tuttavia pare chiaro che la mente li utilizzi di continuo stabilendo delle associazioni, delle corrispondenze biunivoche, nel flusso di pensieri, sentimenti, ecc. in quanto li utilizza di continuo tutti, dalla nascita fino alla morte, di continuo, in aggregati vieppiù complessi, elaborati, relazionati, stratificati, strutturati, modellati e riplasmati di continuo secondo l'esperienza dell'agere sequitur esse e del suo contrario nell'interazione con la realtà fisica, biologica e spirituale: dagli archetipi o forme-funzioni base pincherliani alle idee, alle visioni, ai sentimenti, ai pensieri, ai ricordi, all'immaginazione, ecc.

 

 

Facciamo un esempio:  siamo di fronte ad un armadietto sospeso, mettiamo che sia un mobile della cucina. Si tratta di un armadietto dal design nuovo, accattivante, alla moda, oppure di nuova concezione. associamo l'immagine dell'armadietto nuovo, che almeno noi stiamo vedendo per la prima volta in un negozio di mobili. Ovviamente abbiamo già associato immediatamente l'immagine dell'armadietto nuovo ad una parola: armadietto, mobile sospeso, ecc., quello che è insomma, dietro cui si cela l'ARCHETIPO CONTENITORE. Infatti un armadietto non è altro che un contenitore. Nello stesso istante ci prepariamo ad aprire il lato dell'armadietto con una mano, aspettandoci che l'anta mobile di questo si possa aprire mediante una sua rotazione lungo l'asse veerticale di cerniere celate alla nostra vista.  Ma non ci sono maniglie, perché il designer che lo ha concepito si è inventato qualcosa di diverso.

Quindi, nel fare questo sfruttiamo la nostra esperienza, aspettandoci un armadietto sostanzialmente concepito con l'ARCHETIPO CONTENITORE e con l'ARCHETIPO ROTAZIONE  (l'anta mobile che ruota come una porta).

Invece no, nel cercare di aprire l'anta come ci aspettiamo, l'anta del mobiletto sospeso dal design innovativo non si vuole proprio aprire.

Invece al secondo, o con successivi tentativi, scopriamo che quest'anta si apre, metti caso, tirandola verso di noi con la mano, perché ha ai due lati dei pistoncini telescopici in acciaio. 

Dopo quest'esperienza "sconvolgente" ci ricorderemo che questo benedetto armadietto si apre per trazione. Per cui lo assoceremo mentalmente a CONTENITORE e a TRAZIONE / COMPRESSIONE  (cambia solo la modalità, cioè il verso di applicazione della forza della mano), o se vogliamo, alla TRASLAZIONE, ecc. Insomma, per farla breve, d'ora in poi quando vedremo di nuovo questo astruso armadietto dai braccetti telescopici lo assoceremo a CONTENITORE, più TRAZIONE (per aprirlo) / COMPRESSIONE (per chiuderlo), o meglio, come abbiamo visto, CONTENITORE più TRASLAZIONE. E ciò avverrà pure con un certo disgusto, perché abbiamo notato che i braccetti telescopici in acciao inox sono malfermi, segno che stanno già rompersi, alla faccia del design innovativo.

Per altro, caso mai degli armadietti sospesi demenziali come quello che abbiamo portato ad esempio dovessero diventare d'uso comune, sarebbe meglio coniare noi o chi per noi una nuova parola per ricordare più facilmente che oggetto strano abbiamo di fronte, cosa che normalmente accade nella vita quotidiana e in una determinata lingua, vedi: "smartphone" (non è un semplice cellulare, bensì un computerino portatile miniaturizzato collegato ad un telefono cellulare ecc.). Difatti, secondo l'Ingegner Todeschini, l'associazione intellettiva si conclude normalmente quando si saldano insieme 3 enti: parola scritta (i simboli cui corrisponde quella parola), cioè segni grafici, le lettere della parola, poi il suonoa della parola pronunciata e infine la corrispondente immagine della cosa nominata. Detto volgarmente: diamo un nome alle cose.  Tenedo anche presente che il linguaggio e le parole spesso possono essere altamente imprecise, come diceva il filosofo romano Aurelio Agostino di Ippona nelle sue Confessiones, Liber XI, a proposito del tempo attorno all'anno 398 d.C., Padre, dottore e santo della Chiesa universale secondo i cristiani cattolici, piuttosto che semplice filosofo.

 

 

 

 

Conclusioni. Qui si potrebbe andare avanti per giorni e mesi e forse anni nel fare esempi e test varii.  Ma volendo formulare una prima ipotesi intuitiva tutta da verificare - seppure al momento molto, molto azzardata, ci sembra di capire che gli Archetipi del Pincherle siano veramente i mattoni fondamentali del pensiero umano e che siano essi stessi forse l'essenza dei processi mentali. Che siano forse queste le verità eterne stabilite da Dio, l'assoluto del Mondo Spirituale nonché eterno presente? Che siano queste le verità eterne secondo l'accezione che ne fece uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi, vale a dire il René Descartes?

Ma se davvero l'eterno presente di ogni processo mentale, dell'anima, spirito, mente, intelletto, psiche, è dato dal continuo avvicendarsi dell'uso occulto degli Archetipi pincherliani, perché non ci è chiaro fin dalla nascita che stiamo utilizzando questi mattoni elementari del pensiero?

Una risposta alla quaestio potrebbe essere la seguente: perché trattandosi di verità innate - nient'altro che acquisite ereditariamente e/o nel tempo dall'ambiente esperibile in cui siamo immersi, a dire degli stolidi presuntuosi saccenti dogmatici scientisti materialisti (non li coglie mai il dubbio che forse la scienza contemporanea non sia esattamente la perfezione venuta in terra, per giunta spesso e volentieri in affari con i mercanti) -, le utilizziamo di continuo in modo inconsapevole, né più e né meno come quando camminiamo o respiriamo. Non è che ogni volta che alziamo un braccio per afferrare un oggetto ci mettiamo a pensare che dobbiamo fare prima un certo movimento volontario, poi un altro e poi un altro ancora afferranto infine l'oggetto con la mano. Ma è lo stesso Mario Pincherle che nel suo libro ci spiega chiaramente che Platone si sbagliava, gli archetipi del pensiero non sono le idee, poiché le idee sono a loro volta costituite da concatenazioni di qualcosa di ancora di più semplice: i 22 Archetipi del Picherle, le chiavi dell'universo.

 

            M.L.

 

 

 

 

 

 

 

 

ACKNOWLEDGMENTS

Even the longest journey begins with a first step! Systemic Habitats is online since the 18th of May 2012. This website was created to publish online my ebook "Towards another habitat" on the contemporary architecture and urbanism. Later many other contents were added. For their direct or indirect contribution to its realisation, we would like to thank: Roberto Vacca, Marco Pizzuti, Fiorenzo and Raffaella Zampieri, Antonella Todeschini, All the Amici di Marco Todeschini, Ecaterina Bagrin, Stefania Ciocchetti, Marcello Leonardi, Joseph Davidovits, Frédéric Davidovits, Rossella Sinisi, Pasquale Cascella, Carlo Cesana, Filippo Schiavetti Arcangeli, Laura Pane, Antonio Montemiglio, Patrizia Piras, Bruno Nicola Rapisarda, Ruberto Ruberti, Marco Cicconcelli, Ezio Prato, Sveva Labriola, Rosario Fracalanza, Giacinto Sabellotti, All the Amici di Gigi, Ruth and Ricky Meghiddo, Natalie Edwards, Rafael Schmitd, Nicola Romano, Sergio Bianchi, Cesare Rocchi, Henri Bertand, Philippe Salgarolo, Paolo Piva, Norbert Trenkle, Gaetano Giuseppe Magro, Carlo Blangiforti, Mario Ludovico, Riccardo Viola, Giulio Peruzzi, and last but not least the kind Staff of 1&1. M.L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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