H  O  M  E

 

by Yann Arthus-Bertrand

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

La seguente bibliografia consigliata può essere utile per conoscere aspetti poco noti sulle tematiche ambientali e sull'ecologia. Non è strettamente in relazione con i contenuti del magnifico documentario "Home" di Yann Arthus-Bertrand, tuttavia si ritiene utile ai fini della formazione di una propria autonoma opinione il più possibile lontana dai soliti luoghi comuni e dai soliti disistruttivi pregiudizi trasmessi dai massmedia per fare più che altro notizia e spettacolo.

 

James Lovelock: "Gaia", Bollati Boringhieri Editore, Torino, 2005.

[Il libro che ha rivoluzionato l'ecologia. La Terra come un unico organismo vivente capace di autoregolarsi.]

Quando è apparso per la prima volta (1979) questo libro ha rivoluzionato l'ecologia e gli studi sull'ambiente offrendo finalmente una prospettiva nuova, equidistante dalle ottiche catastrofiste e da quelle improntate a eccessivo ottimismo. Secondo Lovelock la Terra è Gaia, un unico organismo vivente capace di autoregolarsi e di rispondere a tutti quei fattori nuovi e avversi che ne turbano gli equilibri naturali. La materia vivente non rimane passiva di fronte a ciò che minaccia la sua esistenza: gli oceani, l'atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del pianeta si mantengono in condizioni idonee alla presenza della vita proprio grazie al comportamento e all'azione degli organismi viventi, vegetali e animali. Lovelock offre così un'alternativa alle concezioni di chi vede la natura come una forza primitiva da sottomettere o conquistare; o di chi considera la Terra come una nave spaziale impazzita, che ruota senza meta nel cosmo.

 

Ugo Bardi: "La Terra svuotata. Il futuro dell'uomo dopo l'esaurimento dei minerali", Editori Riuniti University Press, Roma, 2011.

[Non è il solito libro catastrofista, poiché propone soluzioni pratiche e fattibili al problema dell'esaurimento di determinate risorse minerarie.]

"Le preoccupazioni sull'esaurimento del petrolio sono all'ordine del giorno, ma sono solo una parte di un problema molto più grande. Quando si esauriranno i minerali? Partendo da questa domanda, Ugo Bardi costruisce un racconto di tutta la storia dell'attività mineraria umana, dall'età della pietra fino al petrolio ai nostri giorni. Abbiamo ancora tante cose da scavare e tanto petrolio da estrarre ma, in tempi non lunghissimi, ci troveremo di fronte al limite della capacità umana di sfruttare il nostro pianeta per le sue risorse minerali. Sarà la "fine del popolo dei minatori" che ci porterà a percorrere strade nuove e sconosciute per tenere in piedi la nostra civiltà". Prefazione di Luca Mercalli.

 

 

Fred Pearce: "Un pianeta senz'acqua. Viaggio nella desertificazione contemporanea", Il Saggiatore Ed., 2006.

Fiumi che s'insabbiano, mari e laghi interni che si asciugano sono fenomeni. sempre più frequenti. I fiumi, scorrendo, si restringono e muoiono, invece di allargarsi e sfociare nei mari o negli oceani come facevano una volta. Nilo, Fiume Giallo, Indo, Colorado, Rio Grande, Gange: sono tutti nelle stesse condizioni. Che cosa sta succedendo? Il libro di Fred Pearce è la cronaca di un viaggio che ha toccato trenta nazioni del mondo per indagare i motivi della crisi idrica. E scoprire che India, Cina e Pakistan per irrigare le loro colture consumano da soli metà dell'acqua della terra. Che i pozzi si moltiplicano dappertutto. Che la Libia, con 3500 chilometri di tubi grossi come gallerie della metropolitana, sta risucchiando l'acqua della falda fossile sahariana, la più grande della terra. Mentre le zone paludose africane, asiatiche o sudamericane vengono bonificate e destinate all'agricoltura senza alcun criterio.

 

Jean de Kervasdoué et Henri Voron: "Pour en finir avec les histoires d'eau. L'imposture hydrologique, Plon Ed. 2012. 

[... "Per farla finita con tutte le storielle sull'acqua. L'impostura idrogeologica." Questo libro in sostanza ha argomentazioni e conclusioni del tutto opposte a quelle del Pearce e di tanti luoghi comuni sui cosiddetti dissesti idrogeologi.]

La vision apocalyptique sur le manque d'eau est, pour l'essentiel, totalement infondée. La réalité est plus heureuse et la vérité empirique à l'opposé des lieux communs. L'imposture, c'est, d'abord, de ne pas chiffrer la ressource en eau et d'affirmer, sans preuve et sans vergogne, le manque d'eau, les sécheresses à venir, les consommations irresponsables, la nécessité de ne pas gaspiller le " précieux liquide " L'imposture, c'est de culpabiliser les " consommateurs " pour " économiser " quelques litres d'eau, alors que coulent sous leurs yeux, chaque seconde, des milliers de mètres cubes qui vont se perdre en mer. L'imposture, c'est de laisser croire que l'eau domestique est " consommée " alors qu'elle est recyclée, notamment en France où elle retourne pour l'essentiel au milieu naturel après épuration. L'imposture, c'est d e feindre d'ignorer que les racines des végétaux ne descendent jamais jusqu'à la nappe phréatique. L'imposture, c'est d'opposer à la construction des barrages, alors qu'ils bloquent des crues ravageuses, valorisent leur énergie et protègent les populations de l'aval. L'imposture, c'est d'annoncer des guerres de l'eau qui n'auront pas lieu. Si le manque d'eau ne menace pas l'humanité, en revanche, des investissements considérables sont nécessaires pour produire plus et mieux d'eau potable, notamment dans les pays pauvres. Si des pénuries existent, et elles concernent le tiers de l'humanité, ce n'est pas un problème d'eau brute, toujours disponible pour peu qu'on la cherche, c'est un problème d'argent. Mais force est de constater que la solidarité est moins abondante que l'eau.

 

Nigel Lawson: "Nessuna emergenza clima. Uno sguardo freddo sul riscaldamento globale", Francesco Brioschi Editore, 2008.

Il pensiero dominante sostiene che le emissioni di anidride carbonica prodotte dall'attività umana sono la causa principale dell'innalzamento della temperatura negli ultimi decenni. Nigel Lawson mette radicalmente in discussione questo assunto e diffida dell'ecofondamentalismo come unico credo politicamente corretto, accettato acriticamente dalla classe politica e dai mezzi di comunicazione. Con l'asciutto rigore intellettuale di chi sta ai fatti e alle analisi documentate, l'autore dimostra che le soluzioni proposte dal protocollo di Kyoto non sono soltanto inadeguate, ma addirittura controproducenti, e che prima di enfatizzare un pericolo dai contorni poco definiti sarebbe meglio affrontare in modo coordinato i numerosi e più urgenti problemi del pianeta, dal terrorismo globale alla crisi finanziaria, dalla minaccia nucleare alla povertà. Lawson offre insomma una opinione controcorrente e un pamphlet corrosivo per lucidità e per limpida, disarmante chiarezza.

 

Vaclav Klaus: "Pianeta blu, non verde. Cosa è in pericolo: il clima o la libertà?", IBL Libri, 2009.

Il dibattito sul riscaldamento globale è oggi più acceso che mai. Sulle due sponde dell'Atlantico la discussione si sta trasformando in una sfida alle istituzioni della libertà d'impresa: sono compatibili, misure volte alla riduzione coatta delle emissioni, con i principi della libertà di mercato? E, se non lo sono, dove finisce l'ambiente e dove comincia l'ideologia? In questo saggio sferzante e iconoclasta, il Presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus sostiene che le politiche proposte per affrontare il problema del global warming non sono giustificate dalle conoscenze scientifiche di cui disponiamo e, anzi, rappresentano una grave minaccia alla libertà e alla prosperità di tutto il mondo. Secondo Klaus, il movimento ambientalista si è trasformato in un'ideologia che mira a limitare a ogni costo qualsiasi attività umana, perseguendo l'utopia di un mondo perfettamente "naturale". La presunta minaccia posta dalla civiltà ad una fragile Terra è diventata un articolo di fede, specialmente nell'ambito dell'attivismo ecologista.

 

 

 

 

 

 

 

 "The Origin of the World"       

by Gustave Courbet, 1866        

 

 

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ACKNOWLEDGMENTS

Even the longest journey begins with a first step! Systemic Habitats is online since the 18th of May, 2012. This website was created to publish online my ebook "Towards another habitat" on the contemporary architecture and urbanism; later many other contents were added. For their direct or indirect very important contribution to the realisation of this website, we would like to thank: Roberto Vacca, Marco Pizzuti, Fiorenzo and Raffaella Zampieri, Antonella Todeschini, Ecaterina Bagrin, Stefania Ciocchetti, Marcello Leonardi, Joseph Davidovits, Frédéric Davidovits, Rossella Sinisi, Pasquale Cascella, Carlo Cesana, Filippo Schiavetti Arcangeli, Laura Pane, Antonio Montemiglio, Patrizia Piras, Bruno Nicola Rapisarda, Ruberto Ruberti, Marco Cicconcelli, Ezio Prato, Sveva Labriola, Rosario Fracalanza, Giacinto Sabellotti, all the Amici di Gigi, Ruth and Ricky Meghiddo, Natalie Edwards, Rafael Schmitd, Nicola Romano, Sergio Bianchi, Cesare Rocchi, Henri Bertand, Philippe Salgarolo, Paolo Piva, Norbert Trenkle, Gaetano Giuseppe Magro, Carlo Blangiforti, Mario Ludovico, Riccardo Viola, Giulio Peruzzi, and last but not least the kind Staff of 1&1. M.L.

 

 

 

 

 

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