testi disponibili in questa pagina

textes disponibles sur cette page

available texts on this page

 

 

 

indi habitat

by Michele Leonardi architect ©

Questo polo territoriale, destinato a fornire una serie di servizi ad una circostante vasta area rurale, è ambientato nell'Estremo Oriente.  E' un habitat interamente pedonale, nessuna automobile o moto tra i piedi!  Le automobili e i camion possono muoversi solo nel livello più basso, che nel disegno è rappresentato come allagato, perché simula un’alluvione durante la stagione dei Monsoni.  Quindi il commercio avviene al livello più basso, ma tutte le altre funzioni sono ai livelli più alti.  (segue sotto)

In questo habitat, oltre ad un certo numero di residenze stabili, vi è un gran numero di residenze temporanee atte ad ospitare per limitati periodi di tempo la popolazione che proviene dal limitato territorio servito per svolgere od usufruire di determinate funzioni:  ospedaliere, per il commercio, per un prestito, un atto notarile, una visita medica specialistica, e via dicendo.  Ma in generale saranno il medico, l'avvocato, il bancario, il giudice di pace, i vari specialisti, che si sposteranno nel territorio circostante per fornire o svolgere un determinato servizio, piuttosto che il contrario costringendo molte più persone a spostarsi; tutto ciò ai fini della riduzione dell'eccesso di mobilità, almeno fino al punto in cui ciò è possibile ovviamente.

Ciò permetterebbe di dare di rimando una forte organizzazione a tutto il territorio circostante, mantenedo le residenze tradizionali a basso costo nelle zone rurali in cui si trovano ed evitando lo spopolamento delle zone agricole.  Questo perché si vuole evitare in ogni modo la formazione o la crescita di ciò che viene comunemente chiamato come "città contemporanea", un mostro di asfalto e cemento, buono per le automobili, ma non per gli esseri umani.  (segue a fondo pagina)

 

Come già detto nell'introduzione, la mobilità meccanizzata, ossia le linee ferroviarie, ma anche le vie fluviali qualora vi fossero, sarebbero il collegamento primario con il contesto, merci e persone si sposterebbero tramite i vettori ferroviari, dopo aver raggiunto un punto di interscambio modale, ossia una stazione e un interporto locale collegato alla rete e agli assi di trasporto meccanizzati collettivi.

all rights reserved © Michele Leonardi architect

 

 

 number of  visitors from 2012 :

                    thanks for your visit

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ACKNOWLEDGMENTS

Even the longest journey begins with a first step! Systemic Habitats is online since the 18th of May, 2012. This website was created to publish online my ebook "Towards another habitat" on the contemporary architecture and urbanism; later many other contents were added. For their direct or indirect very important contribution to the realisation of this website, we would like to thank: Roberto Vacca, Marco Pizzuti, Fiorenzo and Raffaella Zampieri, Antonella Todeschini, Ecaterina Bagrin, Stefania Ciocchetti, Marcello Leonardi, Joseph Davidovits, Frédéric Davidovits, Rossella Sinisi, Pasquale Cascella, Carlo Cesana, Filippo Schiavetti Arcangeli, Laura Pane, Antonio Montemiglio, Patrizia Piras, Bruno Nicola Rapisarda, Ruberto Ruberti, Marco Cicconcelli, Ezio Prato, Sveva Labriola, Rosario Fracalanza, Giacinto Sabellotti, all the Amici di Gigi, Ruth and Ricky Meghiddo, Natalie Edwards, Rafael Schmitd, Nicola Romano, Sergio Bianchi, Cesare Rocchi, Henri Bertand, Philippe Salgarolo, Paolo Piva, Norbert Trenkle, Gaetano Giuseppe Magro, Carlo Blangiforti, Mario Ludovico, Riccardo Viola, Giulio Peruzzi, and last but not least the kind Staff of 1&1. M.L.

 

 

 

 

 

         e x t e r n a l    l i n k s :